Difesa

Marisa Cossu

I lavori di pittura della giovane artista Rita Nocera I lavori di pittura della giovane artista Rita Nocera

Fingere il meglio,

dissimulare l’ansia

del vivere ogni giorno

inchiodati dal tempo

ad una stessa tela;

il deserto è miraggio,

la voce relazione,

l’amore è amore

senza se, senza ma.

Credere che sia vera

l’illusione

e non rialzarsi

finchè non cade il sole.

Marisa Cossu

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Un premio letterario è un’opportunita’

Questa galleria contiene 6 immagini.

Originally posted on Il sito del Premio Letterario Nazionale Città di Taranto:
UNA RIFLESSIONE di Cosimo Argentina Un premio letterario è un’opportunità. Non va sprecata. Scrivere ha in sé qualcosa di intimo e qualcosa di sacro. Apparentemente è per tutti,…

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Debussy – Clair de Lune

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Il filo d’erba

Marisa Cossu

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Dalla fessura aperta tra le zolle

esile filo d’erba, cercando il sole

tra le pietre appari del durevole

tempo di neve e gelo

e nasci unico e solo dalla terra.

Si tinge il campo della forza verde

che fuori ti sospinge

perché tu spieghi il senso della vita

e della tua prigione,

del ritorno del tempo nel suo flusso

di morte e vita senza una ragione.

L’apparente mistero ora m’inquieta

quando nell’erba leggo l’io profondo

della città deserta del dolore

filo verde d’attesa

nuova speme da compiere vivendo

nella vasta ferita dove il tempo

pesa la sua misura di fatica

appare eterno e come stella muore.

Marisa Cossu

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Una storia così anonima – parte sessantesima

Newwhitebear's Blog

Certosa - Foto personale Certosa – Foto personale

Lizzano, 7 febbraio 1310, ora sesta anno quinto di Clemente V

Elisa e Alberto accolgono con calore Pietro e Domenico, che appare intimorito da tanta familiarità. Lui vorrebbe scappare subito ma i genitori di Lucia sono irremovibili.

“Partirete domani mattina al primo albore” dice Alberto. “Metterò il vostro bue nella stalla. Starà un po’ stretto ma al caldo e avrà fieno in abbondanza”.

Detto questo esce per staccare la bestia dal carro e portarla al riparo.

Elisa prepara qualcosa di caldo per i due ospiti, che hanno il viso rosso per il freddo. Il viaggio è stato difficoltoso tra gelo e nevicate e pareva non finire mai. La copertura li ha protetti dalla neve ma non dal vento che condensava il loro fiato.

Lucia sta in silenzio in un angolo. Aspetta di essere interpellata e rispondere con il consenso dei genitori. Avrebbe molte cose da raccontare…

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MUSICA

Marisa Cossu

kand45[1] Kandinsky e la musica

Aprimi l’anima.

Rubami il piccolo assoluto io

che l’infinito trascina tremante

nella percezione della bellezza.

Posami in una fresca cascata,

nel fragore dell’uragano e dammi pace

nel diradarsi di fragili nuvole bianche.

Confondimi alla sonorità della terra

nel pacificato spartito della melodia,

al musicale dialogo che s’acqueta

dopo aver pianto nel respiro del vento.

Prendi  la mia poesia che con te vive;

Nel finito universo senza eco

 siano fresche note le parole,

la tua voce immortale. Ti ascolto

…e mi si ferma il cuore.

Marisa Cossu

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Giorni di Solitudine

l'eta' della innocenza

si ringrazia Elena MdS
Dalla mia voce l’interpretazione di un testo di Luciano Benini Sforza, ispirato ad una suggestiva fotografia di Fausto Meini.
Una riflessione al tempo stesso intima, poetica e universale, una sorta di monologo interiore, una serie di pensieri formulati da un “io-tutti”: la protagonista della foto, l’autore dello scatto, le vittime, i cittadini, il poeta, una persona qualunque, ovunque, nel mondo. La solitudine che accomuna tutti, ma che al tempo stesso può essere assaporata, compresa e che può rivelarsi una grande scoperta di sé e della propria interiorità.
Musica di Garud Amano.

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INDIFFERENZA

Marisa Cossu

io-ed-ego[1] Io ed EGO L’indifferenza è il veleno del nostro tempo egotico, l’inquinamento globale della coscienza, l’inferno soggettivo e sociale in cui l’individuo elide l’altro da sé ripiegando su se stesso e sui propri esclusivi bisogni.

A rendere possibile questo innaturale comportamento umano, a portare l’uomo fuori dalla sua naturale predisposizione alla socialità, molti fattori storici, politici, economici e tecnologici , sono intervenuti in modo quasi incontrovertibile, modificando la percezione stessa delle relazioni interpersonali e la consapevolezza di essere,sebbene diversi, parti dello stesso universo, dita della stessa mano.

L’indifferenza è assenza di emozioni e sentimenti, chiusura nel malessere personale e sociale che divora ogni slancio vitale e cancella le forme più aperte di comunicazione.

È distacco intellettuale e affettivo dall’umanità propria e dall’umanità  contemporanea, ma anche indisponibilità a guardare in volto il dolore, il male riflesso nello specchio dei propri occhi.

Una fuga nel vuoto della consapevolezza…deprivazione.

Ed ecco che l’uccello nero dell’ansia entra nella…

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VITA

Marisa Cossu

1translucent-waves-19th-century-painting-ivan-konstantinovich-aivazovsky-20[1] Ivan Ajvazovscky, fine ‘800. Nave sul mare in tempesta

Per questo mare mosso da tempesta

passa la nave mia sfidando i venti

tra i flutti del viaggio che s’appresta.

Lungo la rotta degli incantamenti

alla deriva vado come legno

abbandonato in facili illusioni

che della  meta più non trova segno

ma cicatrici e rughe di passioni.

Come fuscello mi sommerge l’onda,

ma più bruciante è il sale dei miei occhi

quando perduta credo l’altra sponda,

e da lontano sento già i rintocchi

di una campana dalla voce tonda

che mi consoli e come manna fiocchi.

Marisa Cossu

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Su questa poesia

Marisa Cossu

libri1[1]

Cammino adolescente

su questa poesia

e  ripercorro i passi,

i pensieri della notte

che veniva  al mio cuore

agitato dalla vita scoperta,

dall’ansia d’incontrarla

e vedere dove esistono

le parole del futuro,

dove sono scritte,

da quale pagina

ogni lettera scomparsa

torna al suo senso,

un prato per volare

con la pagina d’ incantata

giovinezza.

E tu eri già nei versi

e con me venivi nel vago

componimento del tempo,

nell’antica metrica infallibile,

lontana come il poema

che dentro cantava l’amore,

ricerca indistinta di te,

voglia di sorprendermi

quando la luna va a dormire

dietro la montagna;

 pensare di abbracciare

l’alba della vita,

imprimerla nel mio foglio

in modo indelebile,

lasciarmi un giorno confortare

dall’adolescente poeta

che ancora mi danza in petto

e accende speranze

mentre si fa sera.

 Marisa Cossu

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