Il mondo cade

Marisa Cossu

fine-del-mondo_principale[1] J. Martin, Apocalisse, 1851-53 Il mondo cade,

cade la notte,

cadono gli oggetti addormentati,

e la terra è vuota, nuda,

ferita dai pensieri costruiti,

antenne e grattacieli inclinati

ammassati nell’abbandono;

gli uccelli hanno piume di ferro

e ancora cadono

frammenti di immagini pensate;

il cielo è fermo in spirali d’ombra,

non ha più forma,

solo apparenza di cose già viste,

dorme sulle pietre rugose

incastonate nel ferro

e le pietre sono parole,

sono memoria indurita.

Perché tutto si svuota

in sottosuoli rovinosi

e altre macerie

innalzano trionfi morituri…

e non c’è neanche un fiore.

©Marisa Cossu

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Informazioni su Marisa Cossu

Sono una poetessa, scrittrice e pittrice, amante della letteratura, della musica e dell'arte. Per molti anni ho esercitato la professione di docente MIUR e psicopedagogista. Mi dedico a studi filosofici, psicologici e sociologici. Ho pubblicato diversi libri di poesia, saggistica e narrativa.
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