Condizione

Marisa Cossu

70- Quadro (n.c.) (illusione della materia)

Ritroveremo quello che scompare

In una zona tra la vita e l’oltre

e resteremo attoniti a contare

luci che, avvolte in una spessa coltre,

arano nella nebbia le insidiose

corsie del nulla . Alla fine sapremo

dove si scioglie il nodo delle cose

e forse solo in quel confine estremo

si darà forma al tutto chiaramente.

Saremo libri scritti nella notte,

sillabe di un inchiostro trasparente,

fantasmi sulla scia di ignote  rotte;

la tirannia del tempo ci misura,

della pochezza umana non si cura.

Marisa Cossu

View original post

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Canzone del mare

Marisa Cossu

maxresdefault[1]

 

Muore la luce in morbide colline

nell’abbraccio del giorno e della sera

e all’orizzonte splende una chimera

di sole in drappi viola senza fine.

Volgi a quell’ombra trepida la prora:

l’isola aspetta con la sua riviera

di scogli incoronati alla maniera

di antico tempio che un riflesso indora

tra pini, ulivi ed argentee marine.

Lì sarà dolce il lieve riposare

da questo lungo viaggio; poi contare

le stelle sotto un pino al suolo accline;

chiudere gli occhi dopo avere pianto,

capire che ci siamo amati tanto.

Marisa Cossu

View original post

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Il terrazzo

Marisa Cossu

69- Quadro (n.c.) (il malessere interno) 

Gemmano rampicanti gelsomini

sul terrazzo del sole;

ma come piove! Va nell’aria greve

la canzone del vento

e la pioggia la fila,

con le sottili dita, tra le sàrtie

degli alberi maestri

allineati a riva.

È zigano lamento

la rauca sinfonia del Maestrale,

un sapore di sale

disteso sulla pelle, il sentimento

del bel tempo perduto.

Ieri hai potato i rami e già rivive

il nucleo verdeggiante e delicato

delle tenere spore

e l’acqua le disseta:

scorre la linfa nelle bocche nuove;

ma come piove! Fuori c’è tempesta,

dentro la stanza è il mare,

un luccichio che resta

sulle pareti come ondoso quadro;

intanto scava il ritmo delle gocce

nel mio cuore abbagliato,

e mi allontano, chiudo la finestra,

ti cerco ancora dopo aver sognato.

Se tu ci fossi, amore,

ti chiederei perché tagli quei rami,

perché sorridi quando grida il mare,

quale ossimoro strano

sul terrazzo del sole…

View original post 4 altre parole

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

PREMIO NAZIONALE DI POESIA ORMEA (CN)

Marisa Cossu

Sole con cerchi

Lieta, comunico l’attribuzione del 1^ premio  al mio sonetto ” All’amore eterno” dall’ Associazione culturale ULMETA -Ormea 04/02/2018

 Il Comune di Ormea e L’ Associazione Culturale Ulmeta , sono lieti di comunicare il responso della Giuria designata alla valutazione delle opere partecipanti al concorso “ Amore…parole dal cuore “

Primo classificato

All ‘ amore eterno di Marisa Cossu

Secondo classificato

E non morire mai di Franca Dona’

Terzo classificato

Così mi prese il ragionar d’ amore di Nadia Milone

 

Menzione d’ onore a pari merito

Cuori in viaggio di Alessandro Nidi

Eternità d ‘amore di Laura Barone

Finisterre di Dario Marelli

Forse a Primavera di Alessandro Inghilterra

Transiberiana di Matteo Bertozzi

 

 Menzione Speciale

Dove nasce il sole ( a mio fratello ) Maria Teresa La porta

 

La premiazione avverrà il giorno 18 Febbraio 2018 dalle ore 15 presso il “ nuovo cinema Ormea “

Ormea…

View original post 94 altre parole

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Carnevale

Marisa Cossu

Carnevale-di-Venezia[1] Maschere

 

 

Navighiamo smisurati silenzi

in riflesse vie d’acqua

per lagune e navigli in vuote calli

mentre lontano impazza il Carnevale;

 Venezia giace, cupola sommersa,

nell’oro di un riverbero lunare

sotto un ponte di pietra.

Quanto lontana è l’eco del clamore

dal nostro entrare insieme nella notte

a sussurrare, soli e senza maschera,

una gioia segreta

 dove un solo gabbiano

attende al caldo nido!

Altrove vanno i ghiacciati teatranti

di liturgie fittizie, processioni

che incalzano il domani.

E noi, noi che faremo

alla fine dei suoni?

Nasconderemo il nostro mondo strano

dalla diversità, saremo in due

a contare il silenzio.

Marisa Cossu

View original post

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

DOPO AUSCHWITZ

Marisa Cossu

hqdefault1 Imm. dal web

DOPO AUSCHWITZ

Dopo Auschwitz, ammesso che sia possibile ritenere conclusa la caduta dell’uomo; dopo la perdita dell’umanesimo, dopo gli orrori dei genocidi, dopo le più atroci conseguenze del razzismo e dell’odio per il diverso, e mentre ancora il Male si affanna ad annientare ovunque i residui barlumi di umanità, seppure debolmente presenti nel mondo contemporaneo, molti si chiedono se la poesia non sia morta con la pietà, se essa abbia ancora la forza di riassumere senso e valore.

Vi sono baratri che non trovano corrispondenza nella parola e macerano le coscienze nella memoria; non è sufficiente ricordare perché ancora e sempre nasceranno dai vinti e dagli sconfitti grida di dolore che molti tenteranno di soffocare.

Può l’uomo toccare il fondo della sua bestialità e riemergere dalla totale disumanizzazione, dalle rovine e dalle ceneri dell’anima anche ravvivando la fiamma della poesia?

Mi piace citare Theodor W. Adorno:

“Il dolore incessante ha…

View original post 98 altre parole

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Non mi piacciono le faccine ( un saggio breve pubblicato sulla rivista “Euterpe” ) di Marisa Cossu

Marisa Cossu

“ Il cambiamento è l’unica cosa permanente,

l’incertezza è l’unica certezza”.

( Z. Bauman)

 

Considerazioni intorno alla cultura dell’era digitale

Non mi piacciono le “faccine”.

Meglio, non mi piace che se ne faccia un uso prevalente e indiscriminato nell’ambito della comunicazione ed espressione delle emozioni; forse è la mia anima psicopedagogica a mordermi dentro, quando osservo l’attuale stato delle cose nell’ambito dell’apprendimento e nell’esperienza digitale.

L’immagine banalizzata delle emozioni, cioè il pacchetto di espressioni grafiche semplificate, fruibile come categoria merceologica, sostituisce la ricerca dei segnali emotivi maturati all’interno della mente umana e limita la capacità di trovare gesti, linguaggi corporei, mimica, parole, appropriati e creativi con il necessario sforzo ideativo e congruenti al proprio modo di essere.

Le emozioni, il senso della bellezza, i sentimenti, originano dal rapporto cuore-cervello, dal complesso apparato neurobiologico che presiede alle attività cognitive: quando li troviamo già pronti all’uso, non si attivano le zone…

View original post 1.061 altre parole

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

A VOLTE

Marisa Cossu

21.Sera-dinverno-e1442506867551[1] Enrico Ganz, Sera d’inverno A volte

A volte trovo pace in una zona

dove a me stessa parlo e, come nuda,

dal più profondo la parola suona

povera ed essenziale, spesso cruda,

nel dichiarare ciò che altrove è vano,

con la forza discreta di acqua pura.

È la voce che canta senza orpelli

la verità dell’essere, cercata

nel seno di quell’eco che, spogliata,

leggera sale e canta con gli uccelli.

Marisa Cossu

View original post

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Conoscenza

Marisa Cossu

image[1] (2)

Di conoscenza l’uomo varca il regno

alla grande scoperta del sapere

e indaga nel mistero con l’ingegno

dove l’amore genera il volere.

Sol “chi ama conosce”, questo è il pegno

di chi si affanna per poter vedere

l’essenza delle cose e sfiora il segno

dell’infinito bene , nelle sfere

del ritmico ingranaggio cuore-mente

dove nascono idee, sensi e passioni

che non capiamo. E ci sentiamo persi

tra i poli opposti di forti emozioni,

soli e smarriti, dal vuoto sommersi,

ma nulla noi vediamo chiaramente.

Marisa Cossu

View original post

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Memoria persa

Marisa Cossu

Created using eddy's pixelmaxx Frida Kahalo, Le due Frida 1936

 

Pane dorato, franto da una lama

di sole, ultimo raggio, è il volto tuo

 dai solchi della trebbia

 segnato ed appassito

 mentre crescevo, esile spiga d’oro,

sotto il tuo sguardo mite;

ma il grano muta in pane,

 in te si chiude di parola il suono;

negli occhi laghi di umido smeraldo,

dove i pensieri e la memoria persa

nei lembi della sera hanno dimora.

Il tuo viso di terra nutre ancora

la mia anima e il corpo:

 impallidiscono i confini noti;

il vento soffia le morte stagioni,

 scaglie impalpabili del tuo perderti

vanno lontano, lievi,

forse in un gioco d’ombra

dove ti seguo muta a poco a poco.

Ti sono madre nella triste pena,

fantasma d’espiazione,

e ti assecondo in questo strano vuoto.

Marisa Cossu

View original post

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento