Conoscenza

Marisa Cossu

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Di conoscenza l’uomo varca il regno

alla grande scoperta del sapere

e indaga nel mistero con l’ingegno

dove l’amore genera il volere.

Sol “chi ama conosce”, questo è il pegno

di chi si affanna per poter vedere

l’essenza delle cose e sfiora il segno

dell’infinito bene , nelle sfere

del ritmico ingranaggio cuore-mente

dove nascono idee, sensi e passioni

che non capiamo. E ci sentiamo persi

tra i poli opposti di forti emozioni,

soli e smarriti, dal vuoto sommersi,

ma nulla noi vediamo chiaramente.

Marisa Cossu

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Memoria persa

Marisa Cossu

Created using eddy's pixelmaxx Frida Kahalo, Le due Frida 1936

 

Pane dorato, franto da una lama

di sole, ultimo raggio, è il volto tuo

 dai solchi della trebbia

 segnato ed appassito

 mentre crescevo, esile spiga d’oro,

sotto il tuo sguardo mite;

ma il grano muta in pane,

 in te si chiude di parola il suono;

negli occhi laghi di umido smeraldo,

dove i pensieri e la memoria persa

nei lembi della sera hanno dimora.

Il tuo viso di terra nutre ancora

la mia anima e il corpo:

 impallidiscono i confini noti;

il vento soffia le morte stagioni,

 scaglie impalpabili del tuo perderti

vanno lontano, lievi,

forse in un gioco d’ombra

dove ti seguo muta a poco a poco.

Ti sono madre nella triste pena,

fantasma d’espiazione,

e ti assecondo in questo strano vuoto.

Marisa Cossu

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PRIMAVERA

Marisa Cossu

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Nascono rose e viole

nello spoglio giardino

della dimenticata giovinezza;

come nel vuoto un frullio alato e nuovo,

l’attesa palpitante

dei miei giorni migliori.

E s’alza il rampicante gelsomino

dal mio cuore stellato;

ma non è primavera, non ancora:

forse un annuncio timido di quiete,

di un cadere più dolce delle cose

intorno risvegliate

dal magico apparire

di ciò che vive e regna

nel gelo che mi stringe

e tenero s’incarna

Tiepido sole apre le cento stanze

dell’ assonnato chiudermi in me stessa

dove si attarda ancora cupo il tuono

e s’alza il vento nell’eterna lotta

che scioglie la tristezza;

come nuvola bianca la sfilaccia

evanescente, ora da me lontana.

Penso al futuro e temo ancora l’ombra:

mi angustia che ritorni.

Marisa Cossu

 

 

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I racconti del lago

Dici “Lago di Como”, pensi ai libri e quasi certamente ti viene in mente Manzoni coi suoi Promessi Sposi… Fu proprio il romanzo manzoniano – non da primo, sia chiaro, ma da più celebrato – a inaugurare in età romantica e anche in seguito la fioritura di una vasta letteratura “lacustre”, nella quale la descrizione […]

via Il Concorso Letterario “Racconti dal Lago”, seconda edizione! —

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Premio letterario

Marisa Cossu

Sono lieta di essere risultata vincitrice del  Contest Letterario “I Canti” con il sonetto “VITA” .

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Per questo mare mosso da tempesta

passa la nave mia sfidando i venti,

tra i flutti del viaggio che si appresta.

Lungo la rotta degli incantamenti

alla deriva vado come legno

abbandonato in facili illusioni

che della meta più non trova segno

ma cicatrici e rughe di passioni.

Come fuscello mi sommerge l’onda

che brucia e sferza sale nei miei occhi,

quando perduta credo l’altra sponda,

e da lontano sento già i rintocchi

di una campana dalla voce tonda

che mi consoli e come manna fiocchi.

Marisa Cossu

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Poesia

Marisa Cossu

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Un giorno forse rivedrò la strada

che a te conduce, trepida poesia,

dove la luna sbianca la contrada

e scorre il fiume della nostalgia

di te, nascosta voce, eco d’argento,

che in me risuona con le dolci note

di una chitarra liberata al vento

lieve memoria di parole ignote.

E mai potrò rubarti un sol momento,

come castigo sei per chi ti ama

librata in bianche  nuvole remote.

In cerca di poesia va il mio tormento;

forse mi sfuggi e sei colei che chiama

dal nascondiglio con le  mani vuote.

Marisa Cossu

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La gazzetta del Mezzogiorno: Presentazione della Silloge Poetica “La carezza delle parole”

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Marisa Cossu

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Ma si…Non ci facciamo mancare niente. Che fatica!

” ON THE ROAD”

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Buona giornata!

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Sul limitar della filosofia

La Botte di Diogene - blog filosofico

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A ben pensarci la storia della filosofia è leggibile (anche) come una lunga, estenuata e mai terminata riflessione sul concetto di limite. Premesso che il limite è ciò che sempre ci definisce (la corporeità, i sensi, la pelle, il tempo, la morte, la quantità di cose che sappiamo o possediamo, il potere, e l’annessa illusione di superare tutti questi limiti fisico-naturali o spirituali), i filosofi non hanno fatto altro che ragionare su questa linea immaginaria che da una parte ci imprigiona e seppellisce in un corpo e dall’altra ci fa credere di poterne forzare le implacabili catene.
Quasi che ogni filosofia altro non sia stata che una riflessione attorno a quella linea – e del resto già la meta-fisica, fin nel nome (pur originato in maniera contingente), che cos’è se non l’immane sforzo di forzare i limiti della percezione, per vedere che cosa si nasconde dietro o che cosa…

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Vieni

Marisa Cossu

big_chagall7[1] Mark Chagall, I sogni

Vieni,

dormiamo su bianchi cuscini

di nuvole stellate,

tra rampicanti

gelsomini.

Lasciamo

che l’estate ci avvolga

nei caldi aliti

del vento

marino.

© Marisa Cossu

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